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  • Turchia: poche vie d'uscita alla crisi politica

    L’estate turca, quest’anno, è contrassegnata dalla presenza di molteplici e inquietanti ombre che non sembrano volersi dissolvere. La violenza del confronto politico fra il partito al governo, l’AKP e il gruppo composto dall’opposizione, la magistratura, e i militari ha raggiunto un livello preoccupante. La stessa si trasferisce nella violenza armata che ha già fatto le sue vittime: sia nel conflitto con le fazioni curde, sia negli omicidi e attentati che si susseguono. Aleggia nell’aria la preoccupazione per un colpo di stato militare oggettivamente poco probabile ma non per questo non in grado di accrescere il senso generale di apprensione per un suo ipotetico verificarsi. Gli attentati degli ultimi anni, nonché quello di pochi giorni fa aggiungono alla crisi economica un senso di insicurezza. Si vive attendendo i prossimi eventi chiedendosi se saranno quelli che condurranno alla situazione definitiva.

    1418 parole

    Marco Cammarata

    (16 luglio 2008)


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