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Myanmar: il cambiamento è ancora lontano
Un anno dopo la “rivoluzione di zafferano” la giunta militare al potere in Myanmar ha concesso un’amnistia rilasciando diversi prigionieri politici, anche di rilievo, e diverse migliaia di detenuti. Mentre il regime si è affrettato a celebrare questa decisione, gli arresti avvenuti nei giorni successivi e la pesante mano della censura birmana lasciano intravedere come in realtà nulla sia cambiato e questa mossa fosse parte di un piano per controllare le prossime elezioni senza adottare un approccio che, alla luce delle proteste del 2007, sembri troppo draconiano.
1256 parole
Riccardo Crestani
(20 ottobre 2008)
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