Polonia: Scheda Paese
La Polonia è uno stato dell'Europa centrale, confinante ad ovest con la Germania, a sud con la Repubblica Ceca e la Slovacchia e ad est con Lituania, Bielorussia e Ucraina, a Nord-Est è confinante con il territorio di Kaliningrad che fa parte integrante della Repubblica Russa. Nell'Unione Europea dal Maggio 2004 questo grande paese sta portando avanti un processo di crescita e integrazione nonostante alcune componenti dello spettro politico siano euroscettiche.
Michele Salis
Equilibri.net (16 settembre 2009)
Il partito è stato promotore di una politica anticomunista che ha sollevato molte polemiche e chiamata “Lustrazione (o lustrismo)” il cui culmine si è avuto nel 2007 con la legge che imponeva a tutti i dipendenti pubblici di dichiarare eventuali contatti con i servizi di sicurezza del passato regime comunista e prevedeva come pena, anche per la mancata dichiarazione, l'interdizione dai pubblici uffici per dieci anni.
Per quanto riguarda la guida del governo la debole coalizione uscita dalle elezioni del 2005 che includeva anche partiti della sinistra moderata e cattolici è crollata nel 2006 dando inizio ad un periodo di instabilità politica sino alle elezioni anticipate del 2007 che sono state vinte dal partito di centrodestra “Piattaforma Civica”. Il primo ministro è oggi Donald Tusk fondatore del partito e capo della coalizione con il partito popolare polacco.
Il presidente Kaczynski ed il primo ministro Tusk hanno delle posizioni sostanzialmente diverse su molte questioni chiave, su tutte sulla linea da tenere rispetto all'Europa. In effetti uno dei problemi su cui c'è stato uno scontro molto acceso è stato la ratifica del trattato di Lisbona che ha visto il partito del presidente portare avanti una campagna antieuropeista. In seguito alla ratifica, avvenuta ad Aprile del 2008 il governo ha annunciato un piano per portare la Polonia nell'Euro entro il 2012, proposta immediatamente seguita dalla richiesta di un referendum da parte del Presidente Kaczynski.
L'economia Polacca ha avuto una notevole crescita negli anni successivi al crollo del regime comunista, il tasso di crescita per gli anni dal 1992 al 2008 ha registrato una media del 4,8% con punte del 7%, le previsioni del fondo monetario internazionale indicano che, a causa della crisi economica mondiale, è possibile che il 2009 potrà essere registrata una crescita negativa per la prima volta dal 1991. L'andamento dei dati dimostra chiaramente che ad una prima crescita dovuta all'introduzione dell'economia di mercato e all'apertura del paese all'Europa occidentale è seguita una leggera flessione fisiologica nei primi anni del nuovo secolo, successivamente l'accelerazione del processo di integrazione europea e gli sforzi economici che questa comporta, assieme ai fondi strutturali stanziati dall'unione a favore delle economie più arretrate hanno dato al paese una spinta ulteriore che è stata frenata solamente dalla crisi economica mondiale.
La recessione non avrà comunque un impatto troppo forte su quest'economia per le sue caratteristiche intrinseche come ad esempio i tassi di interesse, storicamente bassi e l'indebitamento moderato del settore privato; una parte fondamentale nella ripresa dalla crisi sarà giocata dai contributi europei che affluiranno: soprattutto se comparata con le altre economie della regione quella polacca si dimostra ad ogni modo più stabile e in salute.Nonostante ciò i problemi non mancano. Il fatto di essere ancora al di fuori dell'area euro crea dei problemi legati alla moneta locale e al suo rapporto con l'euro, i prestiti presi in euro dagli imprenditori locali ad esempio sono esposti alle oscillazioni della moneta e possono diventare molto onerosi. Il piano del governo per un ingresso nell'Euro per il 2012 non sembra realisticamente realizzabile, anche a causa dell'opposizione della presidenza della quale si è già accennato, e probabilmente la Polonia non sarà in grado di accedere ad Eurolandia prima del 2015-2016.
Il rapporto con l'occidente non si esaurisce con il processo di europeizzazione, la Polonia ha infatti sin dai primi anni novanta iniziato un dialogo con gli Stati Uniti. La superpotenza occidentale è consapevole della possibile importanza strategica della Polonia nel quadro di una eventuale crisi europea e, soprattutto, dell'importanza potenziale di questo paese in funzione antirussa. L'avvicinamento diplomatico ha portato dei risultati concreti con la partecipazione di un contingente polacco alla guerra in Iraq nel 2003 e gli accordi per l'installazione di missili americani in territorio polacco.
Nell'agosto del 2008 c'è stato infatti lo storico accordo tra la il governo di Varsavia e quello di Washington per l'installazione entro il 2012 sul territorio polacco dei missili scudo capaci di intercettare missili balistici a lunga gittata. Questa mossa non è certamente piaciuta a Mosca che ha espresso il suo disappunto per questa mossa che vede direttamente rivolta contro di lei nonostante ufficialmente questi missili sarebbero pensati per una difesa contro eventuali attacchi Iraniani o Pakistani. Ricordiamo che uno dei perni della distensione e dei negoziati sul disarmo durante la guerra fredda era proprio l'eliminazione di questo tipo di missili in quanto, se uno dei contendenti fosse riuscito a garantirsi una difesa completa contro i missili del nemico, sarebbe stato in grado di attaccarlo senza pericoli rompendo così l'equilibrio alla base della pace. Anche se il clima politico internazionale è molto mutato una tale mossa conserva il suo carattere offensivo nei confronti della Russia.
In risposta a questa mossa americana la Russia ha dichiarato che non si limiterà alle proteste diplomatiche nel caso di effettiva installazione, ma che punterà dei missili direttamente contro il territorio dei paesi coinvolti nel piano statunitense. La Polonia con queste mosse dimostra di ritenere l'Europa un importante partner commerciale ed economico, ma di puntare tutto sugli americani per quanto riguarda la sua difesa soprattutto per evitare un ritorno di un'influenza russa di qualsiasi tipo.
| Principali indicatori socio-economici | |||
| 2007 | 2008 | 2009 | |
| Crescita % PIL (reale)[1] | 6,6 | 4,7 | - 0,7* |
| PIL pro capite (nominale US$)[1] | 11.143,332 | 13.798,883 | 10.582,560* |
| Inflazione[1] | 0,7 | 3,7 | 1,5* |
| Disoccupazione[2] | 12,8% | 9,8% | - |
| Debito estero (% su PIL)[2] | - | 45,2% | - |
| ISU (Indice di Sviluppo Umano)[3] | 0,968(2006) | - | - |
| Tasso di alfabetizzazione | 99,0** | 99,0** | 99,0** |
| HIV/AIDS (% popolazione adulta infetta)[4] | - | - | 0,1 |
| Tasso di Povertà (% popolazione <1US$) | - | - | - |
* Stima dell'IMF**Tasso applicato come stima dall'UNDP
[1] International Monetary Found: World Economic Outlook 2009[2] CIA World Factbook[3] UNDP Statistical Update[4] UNAIDS



