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CALLS: Weekly News - 13/2009

Focus- L'importanza della cultural fluency nelle politiche internazionali di sviluppo – L'affermazione di una cultural fluency, comprensione dell'interagire delle varie culture, ha importanti ripercussioni non solo sul generale piano internazionale della tutela dei diritti umani, ma anche su quello più concreto della destinazione ed efficacia degli aiuti pubblici e degli investimenti privati, nella consapevolezza della potenzialità di ogni diritto umano a realizzare gli interessi della società.

Massimo Corsini – Coordinatore Gruppo d'analisi del CALLS

Equilibri.net (22 settembre 2009)

Focus

L'importanza della cultural fluency nelle politiche internazionali di sviluppo

Cultural fluency può essere definita la comprensione dell'interagire delle varie culture, aspetto sempre più al centro anche delle politiche internazionali di cooperazione allo sviluppo, sempre più attente ad un approccio operativo il più sostenibile ed efficiente possibile. Per uno sviluppo efficace tale comprensione è riconosciuta indispensabile per la promozione di un cambiamento significativo che porti non solo a una più ampia legittimazione dei diritti umani ma che favorisca l'efficacia dei progetti pubblici e privati in Africa. Tale linea di pensiero è stata accolta e palesata nel rapporto Lo stato della popolazione nel mondo 2008 del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA), dove viene evidenziato il legame tra il rispetto dei diritti umani e gli obiettivi che si vogliono raggiungere a livello internazionale, come gli Obiettivi di sviluppo del Millennio (MDGs).

La Dichiarazione Universale dell'UNESCO sulla Diversità Culturale del 2001 definisce la cultura quell'insieme delle “caratteristiche peculiari spirituali, materiali, intellettuali e emotive di una società o di un gruppo sociale. Comprende, oltre all'arte e alla letteratura, gli stili di vita, le modalità di vita collettiva, i sistemi di valori, le tradizioni e le credenze”. Oggi, la cultura è con sempre maggiore forza considerata una componente essenziale dei diritti umani e della democrazia. Questo significa, innanzitutto, che i diritti umani non devono essere letti attraverso una singola lente culturale, ma interpretati tenendo a debito conto la cultura in cui si opera. Si tratta di un aspetto che, nonostante la sua fondamentale importanza, viene spesso trascurato portando ad incomprensioni e difficoltà operative difficili da superare.

Emblematico il caso degli Obiettivi del Millennio, gli otto obiettivi che gli Stati membri delle Nazioni Unite si sono impegnati a raggiungere per l'anno 2015. Dal rapporto dell'UNFPA è emerso con chiarezza come, tra i diritti umani, stenti ad affermarsi l'uguaglianza di genere. Si tratta di un dato da non sottovalutare, tenendo in debita considerazione che, al 2008, tre quinti del miliardo di persone che vivono sotto la soglia di povertà sono donne, e sono sempre donne i due terzi dei 960 milioni di analfabeti e il 61% delle persone sieropositive in Africa sub-sahariana. Inoltre, le donne sono i soggetti più vulnerabili in caso di conflitto armato e nelle migrazioni. Se questi sono i dati, è evidente come la mancata affermazione dell'uguaglianza di genere rappresenta un forte ostacolo agli Obiettivi, al cui raggiungimento gran parte dello sforzo internazionale pubblico e privato sembra tendere. In altre parole, i palesi ritardi nel raggiungimento del terzo obiettivo, relativo alla promozione della parità dei sessi e all'autonomia delle donne, si riverbera negativamente sugli altri obiettivi, in particolare su quelli dello sradicamento della povertà estrema e della fame, dell'educazione primaria universale, della salute materna e della lotta all'HIV/AIDS, alla malaria e alle altre malattie. In termini economici, la mancata uguaglianza tra uomini e donne si traduce nell'uso non efficiente delle risorse disponibili, ossia nello spreco di risorse economiche sempre più difficili da reperire. Nell'ottica della cultural fluency, tale problema trova alla sua base l'assenza di una adeguata cultura di genere, ed è sullo sviluppo di questa che si devono implementare i presenti programmi di sviluppo e basare quelli futuri.

Un approccio legato alla maggiore attenzione delle culture destinatarie di aiuti ed investimenti consentirebbe infatti una migliore comprensione della complessità e fluidità dei Paesi in cui si opera, ad esempio permettendo di identificare gli attori con cui, a livello locale, è possibile instaurare rapporti strategici. La cultural fluency permetterebbe quindi di tracciare un quadro complessivo ben più esauriente dei contesti economici, politici e sociali. In altre parole, indicherebbe con maggiore precisione gli obiettivi e le modalità attraverso cui questi possono essere raggiunti, evitando inutili dispendi in termini di tempo e di risorse economiche, a favore di una maggiore fattibilità delle azioni politiche ed economiche.

Massimo Corsini

Per ulteriori approfondimenti vedi: Center for African Law and Legislation Studies (CALLS)
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