CALLS: Weekly News - 17/2009
Focus - Il diritto alla salute nella cooperazione italiana – Il riconoscimento della salute quale diritto primario fondamentale, da parte della comunità internazionale, ha condotto all’adozione di dichiarazioni e convenzioni finalizzate alla sua tutela a livello sempre più globale. I dati odierni mostrano tuttavia la difficoltà di concretizzare tale tutela. L’Italia, per il triennio 2009-2011, ha aggiornato i suoi principi guida in materia di cooperazione sanitaria.
Massimo Corsini – Coordinatore Gruppo d'analisi del CALLS
Equilibri.net (20 ottobre 2009)
Il diritto alla salute nella cooperazione italiana
La Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, firmata a Parigi il 10 dicembre 1948 su impulso delle Nazioni Unite, ha riconosciuto la salute come un diritto umano fondamentale rendendo di conseguenza plausibile l'obiettivo dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) di aspirare al più alto livello di salute raggiungibile per ciascun Paese (F. Frattini, Salute globale. Principi guida della cooperazione italiana, documento approvato dal Comitato direzionale nella seduta del 14 luglio 2009 con delibera n. 86, in DIPCO. Bollettino settimanale del Ministero degli Affari Esteri, 2009, n. 31, pag. 89.). La sanità ha così acquisito a pieno titolo valore fondamentale, affermandosi uno dei principali ambiti d'intervento dell'aiuto allo sviluppo. La salute, infatti, oltre ad essere un diritto umano fondamentale e universale è condicio sine qua non per la riduzione della povertà e per lo sviluppo socioeconomico, sottintesa alla stessa natura degli Obiettivi di sviluppo del Millennio, presentati nel 2000 nella Dichiarazione del Millennio adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Per il nostro Paese inevitabile, a seguito del lancio del documento “La cooperazione italiana allo sviluppo nel triennio 2009-2011: Linee guida e indirizzi di programmazione”, l'aggiornamento dei Principi guida anche della cooperazione sanitaria italiana, operante nel rispetto dei documenti di politiche globali che l'Italia ha riconosciuto o ratificato.
In particolare, l’Italia considera fondamentale favorire lo sviluppo socioeconomico e la generale fruizione dei diritti relativi ai bisogni primari e ai servizi sociali (Quadro di riferimento della cooperazione sanitaria italiana: Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, ONU, 1948; Convenzioni di Ginevra, 1949 e Protocolli aggiuntivi, 1977; Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, ONU, 1966; Dichiarazione di Alma-Ata, OMS e UNICEF, 1978; Convenzione sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne, ONU, 1979; Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia, ONU, 1989; Programma d'azione della Conferenza su popolazione e sviluppo, ONU, 1994; Dichiarazione di Copenaghen sullo sviluppo sociale, ONU, 1995; Dichiarazione del Millennio, ONU, 2000; Carta dei diritti fondamentali, UE, 2000; Dichiarazione di impegni su HIV/AIDS, ONU, 2001; Salute e riduzione della povertà nei Paesi in via di sviluppo, Commissione europea, 2002; Regolamento sanitario internazionale, OMS, 2005; Consenso europeo per lo sviluppo, UE, 2005; Dichiarazione di Parigi, OCSE, 2005; Dichiarazione politica su HIV/AIDS, ONU, 2006; Codice di condotta sulla divisione del lavoro nella politica di cooperazione allo sviluppo, Commissione europea, 2007; Dichiarazione di Doha sul finanziamento per lo sviluppo, ONU, 2008; Agenda Accra, OCSE, 2008). Ciò significa innanzitutto l’adozione di approcci che agiscano sull’istruzione, sulla nutrizione, sulle condizioni di lavoro e sull’ambiente. Necessaria cornice è la tensione verso una più equa distribuzione di potere, denaro e risorse, oltre che la riduzione del numero delle persone che vivono con meno di due dollari al giorno e con un cattivo stato di nutrizione (DIPCO. Bollettino settimanale del Ministero degli Affari Esteri, 2009, n. 31, pag. 93). Una strategia integrata di cure primarie è quindi la piattaforma necessaria allo sviluppo dei sistemi sanitari e al conseguimento dei più alti livelli di qualità-salute raggiungibili, attraverso il rispetto dei principi dell'equità, della solidarietà e dell'inclusione sociale.
Massimo Corsini
Per ulteriori approfondimenti vedi: Center for African Law and Legislation Studies (CALLS)



