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  • Dossier
  • Italia: Analisi e prospettive del sistema socio-economico della Regione Veneto

    L’epoca di difficili trasformazioni che stiamo vivendo come conseguenza della crisi economica internazionale ha messo il sistema produttivo veneto di fronte ad una seconda necessità di trasformazione nel giro di pochi anni, dopo quella del biennio 2003-4. Di fronte a questa nuova difficoltà economica, il “sistema dei distretti”, come è stato chiamato per la particolare propensione all’organizzazione settoriale, sembra tenere, anche se con costi notevoli sia in termini di numero di aziende che chiudono o dichiarano fallimento, sia in termini di ristrutturazioni interne (licenziamenti, accorpamenti, acquisizioni). Si conferma ancora una volta il successo di questo modello economico, vituperato da molte parti per la sua eccessiva attenzione al “scheo” (i soldi) e ritenuto, non senza compiacimento in alcuni casi, più di una volta sull’orlo del fallimento a causa della sua eccessiva frammentazione e del carattere nano delle sue dimensioni. Un modello sociale e non solo economico che, negli ultimi anni, ha potuto giovarsi di un maggiore impegno da parte della Regione, ora più capace di intervenire in diversi settori e dialogare con i suoi cittadini, e che sogna maggiore indipendenza a livello sia identitario che politico. Continua...

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    Alberto Strazzer

    (04 febbraio 2010)

  • Maghreb: i rapporti economici con l'Italia

    Il Maghreb rappresenta storicamente una regione chiave per gli interessi economici italiani: i Paesi della regione (Libia, Tunisia, Algeria e Marocco) stanno sperimentando una crescita particolarmente sostenuta e offrono numerose opportunità per le aziende italiane, sia dal punto di vista dell’import/export, sia per quanto riguarda gli investimenti diretti o la delocalizzazione. Un discorso a parte merita il settore energetico, comparto chiave in cui le società italiane giocano un ruolo di primo piano, e su cui anche la diplomazia di Roma si è impegnata particolarmente. Continua...

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    Lorenzo Piras

    (25 gennaio 2010)

  • Policy Brief - Libano: la missione UNIFIL 2 alla vigilia del cambio di comando

    I Policy Brief di Equilibri sono un prodotto editoriale ideato e realizzato pensando al decisore politico. Il Policy Brief è destinato ai politici nazionali, regionali e locali al fine di indicare quelle che possono essere le priorità della politica italiana difronte alle maggiori questioni internazionali. Si tratta di uno strumento agile ed immediato in grado di focalizzare immediatamente gli elementi fondamentali dello scenario analizzato. Continua...

     

    Lorenzo Nannetti

    (19 dicembre 2009)

  • Terrorismo: i rifugi del jihadismo in Asia centro-meridionale, in Medio Oriente e in Africa

    La ricerca e il consolidamento di rifugi sicuri e di basi strategiche da cui pianificare e condurre le proprie azioni, è una questione di rilevanza centrale per i movimenti jihadisti e per Al Qaeda. Essi offrono infatti, una serie di vantaggi che permettono all’organizzazione di Bin Laden e ai gruppi islamici radicali ad essa affiliati, di inserirsi in molteplici contesti a loro favorevoli - generalmente caratterizzati da instabilità politica, scarsa sicurezza, estrema povertà, presenza di truppe militari occidentali – e soprattutto di internazionalizzare e decentralizzare la propria lotta sia contro il nemico lontano, l’Occidente, che contro il nemico vicino, i regimi considerati apostati. Recentemente, Al Qaeda e i gruppi jihadisti, invece che concentrare la propria attenzione su un determinato territorio, hanno cercato di creare diversi “safe havens”, in modo da poter condurre le proprie azioni in modo continuativo anche quando vengono sconfitti in uno di essi. Attualmente i rifugi sicuri, i fronti aperti del jihadismo globale sono concentrati in particolar modo in Aghanistan, Pakistan, Iraq, Arabia Saudita, Maghreb, Yemen e Somalia. Tutti paesi in cui le derive del radicalismo islamico vengono sfruttate da Al Qaeda e dai gruppi ad essa affiliati per affermarsi e per destabilizzare sia gli antagonisti locali che quelli occidentali. Continua...

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    Giorgia Assensi

    (14 dicembre 2009)

  • America Latina: il mercato del cacao

    La pianta del cacao, originaria dell'America Centrale, già alla fine del 1800 fu introdotta in Africa e Asia. Oggi la produzione di chicchi di cacao è localizzata principalmente in Costa d'Avorio e Ghana, che sono i principali fornitori del mercato mondiale. Le strutture produttive africane sono costituite da piccole piantagioni di estensione inferiore ai cinque ettari, a differenza delle grosse tenute diffuse in Brasile ed Ecuador, i principali produttori sudamericani.Sebbene la catena produttiva del cacao veda la partecipazione di differenti attori, oggi il mercato sta conoscendo una forte integrazione verticale, in cui poche grandi multinazionali controllano l'intero processo di produzione, lavorazione e commercializzazione della materia prima.Inoltre, negli ultimi anni è in atto un importante cambiamento del consumo di cacao, dovuto all'aumento della richiesta di cioccolato di alta qualità. Quest'ultima, da una parte, sta dando un forte impulso alle coltivazioni biologiche, diffuse principalmente in America Latina, che costituiscono una fetta ancora molto piccola del mercato. I problemi politici interni al principale produttore mondiale, uniti all'aumento della domanda di cacao biologico e alla maggiore richiesta di beni alimentari proveniente dalle economie emergenti (come India e Cina) potrebbero determinare delle variazioni nella classifica dei produttori mondiali e dare un forte impulso ai mercati sudamericani e asiatici. Continua...

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    Simona Lo Conte

    (11 dicembre 2009)

  • Libano: Hezbollah indispensabile nella politica interna, invisibile verso l’esterno

    Hezbollah è ormai una forza politica oltre che militare e ha conquistato una posizione stabile nel Parlamento libanese. Il Paese non sembra poter fare a meno del suo apporto, ma restano delle ombre sulla possibilità di scindere l’anima politica dal braccio armato. Sul piano internazionale, in un momento delicato per l’Iran, che è probabilmente il suo principale finanziatore, Hezbollah sa comunque muoversi in maniera quasi invisibile agendo su più fronti. Azioni sventate in Egitto e Azerbaijan includono questi Paesi nella lista degli obiettivi possibili. Ma è proprio quando Hezbollah agisce fuori dal Libano che se ne perdono le tracce. Ricostruire le responsabilità dei vari soggetti coinvolti è pressoché impossibile e non possono essere nemmeno definiti con esattezza i margini di manovra di ogni attore. Se la lettura degli eventi è resa sempre più difficile, forse è anche perché sta emergendo un nuovo tipo di strategia del terrore. L’ala militante non è dissociabile dal gruppo politico e dalla sua azione, ma per un gruppo che ha una presa sempre maggiore sulla popolazione, la semplice dimostrazione di potere raggiungere un risultato può valere più del risultato stesso. Non a caso l’azione di Hezbollah si svolge, ora più che mai, attraverso i media. Continua...

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    Antonio Buttitta

    (04 dicembre 2009)

  • Policy Brief - Afghanistan: il cambio di strategia nella lotta al narcotraffico

    I Policy Brief di Equilibri sono un prodotto editoriale ideato e realizzato pensando al decisore politico. Il Policy Brief è destinato ai politici nazionali, regionali e locali al fine di indicare quelle che possono essere le priorità della politica italiana difronte alle maggiori questioni internazionali. Si tratta di uno strumento agile ed immediato in grado di focalizzare immediatamente gli elementi fondamentali dello scenario analizzato. Continua...

     

    A cura di Davide Cazzoni e Lorenzo Nannetti

    (03 dicembre 2009)

  • Oggetti: 306

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