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Petrocaribe: Chávez nomina Manuel Zelaya direttore del Consiglio Politico
Dopo essere stato costretto all’esilio, Manuel Zelaya, ex Presidente dell’Honduras deposto con un colpo di stato lo scorso anno, si è recato in visita in Venezuela, dove è stato nominato da Hugo Chávez capo del Consiglio Politico di Petrocaribe. Questo gesto, che può essere considerato un mero atto politico da parte di Chávez, riporta alla luce l’accordo di integrazione energetica firmato nel 2005 tra il Venezuela e quindici paesi caraibici. In particolare, è logico interrogarsi sulle prospettive future di questo progetto: è ancora sostenibile la vendita di petrolio venezuelano a prezzi di favore nonostante le stime per il 2010 propongano per il paese un tasso di crescita negativo? Quanto i progetti di integrazione politica e sociale del continente latinoamericano proposti da Chávez potranno essere economicamente mantenuti in futuro? Continua...
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Viviana Giudici
(16 marzo 2010)
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Honduras: il riconoscimento internazionale del governo di Porfirio Lobo
Sono trascorsi poco più di tre mesi dall’elezione di Porfirio Lobo alla Presidenza dell’Honduras, elezioni svoltesi, secondo gli osservatori internazionali, in piena regolarità. Il nuovo governo, insediatosi il 27 gennaio scorso, si è messo al lavoro; oltre alle questioni di politica interna, l'esecutivo deve affrontare la delicata situazione sul piano regionale ed internazionale, che ancora oggi si presenta divisa nel confermare la legittimità dell’esecutivo formatosi ad inizio anno. Negli ultimi giorni sono arrivati segnali confortanti che fanno ben sperare per il futuro, ma non bisogna dimenticare che tutt’oggi esiste un folto gruppo di paesi che non riconosce l’esito del processo elettorale. Continua...
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Viviana Giudici
(12 marzo 2010)
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Unione Europea: il Trattato di Lisbona continua a frenare PESC e PESD
Il Trattato di Lisbona, entrato in vigore il 1 dicembre del 2009, non ha rimosso gli ostacoli che frenano il processo d’integrazione europea in riferimento alla Politica estera di sicurezza e difesa comune (PESC-PESD). Nonostante alcune importanti novitá introdotte – giá presenti nel “Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa” (la “Costituzione Europea”) sottoscritto a Roma nel 2004 e mai entrato in vigore – la PESC e la PESD restano due politiche intergovernamentali, il cui meccanismo di assunzione delle decisioni si basa sulla regola dell’unanimitá del Consiglio Europeo dell’UE, la quale in questo caso funziona come una confederazione di Stati sovrani. La sicurezza e la difesa europea sono ambiti in cui non è ancora avvenuta la volontaria cessione della sovranitá dagli Stati alle istituzioni comunitarie e in cui ogni membro conserva il diritto di veto che gli consente di frenare e, in alcune circostanze di paralizzare, l’azione dell’Unione. Continua...
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Alessandro Demurtas
(04 marzo 2010)
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Nazioni Unite: la sfida umanitaria e politica delle catastrofi naturali
Le Nazioni Unite insieme ai governi, le ONG e gli organismi specializzati intensificano gli sforzi per ridurre le conseguenze delle catastrofi naturali attraverso la prevenzione e la creazione di misure mitiganti. Non sempre queste sono sufficienti a proteggere dall’impatto dei disastri piú pericolosi e inaspettati. Ciononostante la preparazione e la risposta soffrono spesso anche di inefficacia. Un ulteriore ostacolo per la risposta a crisi sempre piú numerose e frequenti. Continua...
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Gilles Cavaletto
(03 marzo 2010)
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America Latina: una nuova organizzazione regionale/iniziativa di integrazione
I capi di stato dell’America Latina e dei Caraibi hanno annunciato lo scorso 24 febbraio la creazione della Comunidad de Estados Latinoamericanos y Caribeños (CELC, Comunità di Stati Latinoamericani e Caraibici), un nuovo organismo regionale che dovrebbe comprendere tutti gli stati del continente americano, esclusi Stati Uniti e Canada. Tale iniziativa ha l’obiettivo di istituire un nuovo foro di confronto politico per risolvere le tensioni regionali e nel quale affrontare i problemi specifici della regione. Nonostante tale annuncio testimoni la volontà dei governi della regione di progredire nel processo di avvicinamento reciproco, restano profonde fratture all’interno del gruppo. Da definire nei prossimi mesi il tipo di relazione che ci sarà tra questo nuovo organismo e, da una parte, l’Organizzazione degli Stati Americani (OEA) e, dall’altra, le varie iniziative di integrazione regionale. Continua...
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Valentina Origoni
(01 marzo 2010)
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Unione Europea: Ashton comincia il suo mandato senza innovare la Strategia Europea di Sicurezza
Il discorso di Catherine Ashton, Alto Rappresentante dell’Unione Europea (UE), alla Conferenza di Monaco sulla Sicurezza in Europa del 6 febbraio 2010 ricalca la struttura concettuale della Strategia Europea di Sicurezza (ESS) del 2003 – “Un’Europa sicura in un mondo migliore” – e della relazione sulla sua applicazione del 2008, “Garantire la sicurezza in un mondo in evoluzione”. Il nuovo capo della diplomazia europea, che prende il posto di Javier Solana in seguito all’entrata in vigore del Trattato di Lisbona il 1º dicembre 2009, fallisce la sua prima occasione ufficiale per dare un nuovo impulso alla Politica Estera di Sicurezza e Difesa Comune (PESC-PESD): i dubbi e le perplessitá di coloro che pensano che la nomina di Ashton sia il frutto di un compromesso politico concesso al Regno Unito e che il Trattato di Lisbona sia il frutto di una negoziazione volta al ribasso sembrano trovare conferma. Continua...
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Alessandro Demurtas
(26 febbraio 2010)
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Israele: il documento dell'UE non genera sviluppi sullo status di Gerusalemme
L'8 dicembre scorso l'Unione Europea è intervenuta nella disputa su Gerusalemme, approvando una risoluzione secondo la quale occorre risolvere, attraverso negoziati, lo status della città, quale come futura capitale di due Stati. Tuttavia il testo finale della dichiarazione si discosta dalla bozza originale preparata dalla Presidenza svedese dell'UE, la quale prevedeva una soluzione a due Stati con lo Stato di Palestina contiguo, indipendente, democratico e autosufficiente comprendente la Cisgiordania, la Striscia di Gaza e con Gerusalemme Est capitale. Pur riconoscendo illegittime le politiche israeliane nei Territori Occupati, l’UE ancora non ha una politica ben definita nei confronti della questione palestinese, oltre che nell'atteggiamento da tenere nei confronti di Hamas. Continua...
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Mariachiara Cazzola
(17 febbraio 2010)
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