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Africa: il land-grab e i timori di un nuovo imperialismo agricolo
Si moltiplicano in Africa e in numerosi Paesi in via di sviluppo gli accordi commerciali per la gestione della terra. Governi stranieri (soprattutto mediorientali e asiatici) e grandi multinazionali acquistano o ottengono in leasing vaste aree dove trasferire la produzione dei beni di base necessaria a garantire loro la sicurezza alimentare. Sono soprattutto la scarsità di generi alimentari e il forte aumento dei prezzi sul mercato ad aver dato impulso alla creazione di un mercato delle terre coltivabili. I nuovi investimenti in agricoltura potrebbero rappresentare per i governi africani una soluzione diversa e duratura agli aiuti internazionali, favorendo lo sviluppo delle infrastrutture e la creazione di migliaia di posti di lavoro. Ma sono molti i timori che il fenomeno possa dar vita a vere e proprie speculazioni. In mancanza di un quadro legislativo completo, vi è il rischio che contadini e popolazioni locali siano esclusi da ogni processo decisionale, inasprendo le tensioni relative ai diritti di proprietà della terra. Continua...
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Francesca Rosati
(12 marzo 2010)
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America Latina: la crisi economica e gli Investimenti Diretti Esteri
Secondo l’ultimo rapporto dell’Unctad (United Nations Conference on Trade and Development, Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo) pubblicato a gennaio, in America Latina gli effetti della crisi mondiale cominciano a farsi sentire anche nel settore degli Investimenti Diretti Esteri. Nel 2009, infatti, si è registrata una diminuzione del 40% di tali investimenti, che sono passati da 144 miliardi di dollari del 2008 a 85,5. Dopo la grande crescita registrata nell’ultimo decennio, questi dati rappresentano un cambiamento di tendenza, dovuto certamente alla congiuntura globale degli ultimi mesi, ma che potrebbe avere delle conseguenze anche in futuro sullo sviluppo economico di questi paesi. Continua...
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Valentina Origoni
(05 marzo 2010)
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Nazioni Unite: la sfida umanitaria e politica delle catastrofi naturali
Le Nazioni Unite insieme ai governi, le ONG e gli organismi specializzati intensificano gli sforzi per ridurre le conseguenze delle catastrofi naturali attraverso la prevenzione e la creazione di misure mitiganti. Non sempre queste sono sufficienti a proteggere dall’impatto dei disastri piú pericolosi e inaspettati. Ciononostante la preparazione e la risposta soffrono spesso anche di inefficacia. Un ulteriore ostacolo per la risposta a crisi sempre piú numerose e frequenti. Continua...
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Gilles Cavaletto
(03 marzo 2010)
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Medio Oriente: il ruolo egemone della regione nel mercato globale del petrolio
Il petrolio continua ad essere una variabile indispensabile per comprendere le principali dinamiche della regione mediorientale. Il Medio Oriente, regione nella quale si concentrano i primi paesi al mondo per produzione di greggio, si configura come centro di gravità del mercato globale, si stima che circa il 66% delle riserve petrolifere totali si trovino nella penisola arabica, in Iran, in Iraq, e in minor misura, ma si parla sempre di cifre considerevoli, in Kuwait e negli Emirati Arabi Uniti. Della produzione totale annuale dei paesi OPEC, pari a circa 57 milioni di barili giornalieri, quasi 30 milioni provengono dalla regione del Golfo, rendendo quest’area estremamente importante sia per l’approvvigionamento dell’oro nero, sia per quanto riguarda i possibili scenari e i precari equilibri futuri. Anche se la crisi economica sembra aver ridotto, almeno temporaneamente, la domanda di petrolio, la questione rimane centrale soprattutto perché le riserve di petrolio non sono illimitate e vanno progressivamente esaurendosi; in questa particolare congiuntura il Medio Oriente potrà giocare un ruolo strategico fondamentale. Continua...
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Federico Baragli
(26 febbraio 2010)
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Argentina: si riapre la disputa sulle Falkland/Malvinas
Nelle ultime settimane, in seguito all’annuncio da parte del Regno Unito dell’avvio di esplorazioni petrolifere nelle acque che circondano le Falkland (o Malvinas per gli argentini) si è riaperta la questione della sovranità di queste isole del sud atlantico. Dopo la guerra del 1982 tra i due paesi, le isole sono rimaste sotto il controllo britannico, ma l’Argentina ha continuato a rivendicarne la sovranità e ad accusare Londra di usufruire di diritti che non le sono spetterebbero. Localizzate in un luogo strategico sulle rotte verso l’Antartico, queste isole diventerebbero ancora più importanti qualora venissero scoperti giacimenti di idrocarburi, in particolare per un paese come l’Argentina che è alla ricerca di nuove risorse per sostenere il proprio sviluppo economico. Continua...
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Valentina Origoni
(25 febbraio 2010)
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Egitto: il futuro dei sussidi energetici
I sussidi energetici, voce di prim’ordine del bilancio pubblico egiziano e retaggio dell’economia “nasseriana”, erano destinati a diminuire dal 2010 fino a scomparire nel 2014. La crisi ha mescolato le carte in tavola ed il governo ha deciso di prorogare le sovvenzioni energetiche per ulteriori sei mesi. Il futuro dei sussidi è incerto e ad influenzarlo concorrono variabili economiche e politiche. Continua...
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Stefano Alberzoni
(15 febbraio 2010)
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Algeria: rischi e opportunità della pericolosa dipendenza dagli idrocarburi
L'economia algerina, non colpita in maniera drammatica dalla crisi finanziaria internazionale, sembra rimanere stabile ed in grado di rilanciarsi aprendo agli IDE e continuando la sua marcia verso la liberalizzazione e l'apertura del mercato. Tuttavia sotto la facciata di una situazione economica sana si annida la pericolosa dipendenza di Algeri dall'industria degli idrocarburi e derivati che sostiene la bilancia commerciale, il PIL e la spesa pubblica e che rischia di mettere in ginocchio il Paese e destabilizzare tutta l'area mediterranea. Continua...
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Stefano Alberzoni
(01 febbraio 2010)
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