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La cooperazione Sud-Sud nell’ottica dell’incontro tra Africa e Brasile
L’Africa ha da tempo instaurato relazioni commerciali, politiche ed economiche su base orizzontale con alcuni Paesi emergenti.Le motivazioni di una tale scelta rispecchiano la ricerca di maggiore equità e reciprocità nelle relazioni internazionali dei Paesi Africani con il resto del mondo. Se infatti le relazioni con i c.d. Paesi sviluppati, nell'ambito della cooperazione Nord-Sud, è spesso portatrice di relazioni gerarchiche e verticali, la cooperazione Sud-Sud sembra aprire uno spiraglio per relazione di tipo paritetico.Nella vasta rete della cooperazione Sud-Sud, il Brasile sembra attualmente giocare un ruolo predominante sull’asse Africa-Sud America, come del resto la Cina sulla direttrice Africa-Asia.Tuttavia se le relazioni con la Cina sono prese maggiormente in considerazione, visto l’importanza strategica di Pechino nello scacchiere internazionale, il ruolo del Brasile in Africa sembra essere sottovalutato. Continua...
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Rosa Chiara Scalici
(29 maggio 2010)
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Stato dell'America centrale posto tra l'Oceano pacifico, il Guatemala e l'Honduras si estende per 21,041 km quadrati, ha 7,185,281 abitanti con un età media di 22,5 anni. Dopo un conflitto durato un decennio, nel 2009 un partito di sinistra, il Farabundo Martı National Liberation Front (FMLN), ha vinto le elezioni nazionali. Preoccupazione precipua dell'esecutivo resta la necessità di far fronte alla crisi economica che ha colpito il Paese e all'elevato tasso di criminalità. El Salvador negli ultimi anni ha promosso l'integrazione economica del continente. Continua...
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Nicola Bordini
(21 maggio 2010)
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Camerun: luci e ombre del percorso riformistico del Presidente Biya
A poco meno di un anno dalle elezioni amministrative, il presidente uscente Biya ha avviato una serie di riforme per affrontare i problemi che affliggono il Paese. Sono state intraprese operazioni per combattere la corruzione e sono stati stipulati diversi accordi per la regolamentazione del settore diamantifero e di quello petrolifero. Sullo sfondo si cela però la competizione con gli oppositori interni. Continua...
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Alex Scalvini
(16 maggio 2010)
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Algeria - Italia: nel progetto GALSI molti vantaggi reciproci
Nel grande gioco delle connessioni energetiche europee molta attenzione è stata riservata alle condutture che provengono dalla Russia e dai Paesi del Caucaso. Paesi non molto vicini all’Italia, e sicuramente più lontani rispetto all’Algeria, ricca di gas e petrolio e desiderosa di espandere la sua produzione e la vendita delle sue risorse per sostenere il suo sviluppo economico. Gli interessi dell’Italia e dell’Algeria hanno trovato un punto d’incontro nella costruzione del GALSI, il gasdotto che collegherà i due Paesi attraverso la Sardegna. Continua...
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Umberto Profazio
(14 maggio 2010)
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America Latina: un Summit dei Popoli riapre le discussioni sul Cambio Climatico
La Boliviadi Evo Morales promuove una nuova e alternativa riflessione alla lotta contro il cambio climatico. I progressi in campo internazionale hanno dato finora pochi risultati concreti mentre le piccole nazioni, le isole ed i paesi in via di sviluppo sono i primi a soffrire le conseguenze di un cambiamento ambientale provocato in gran misura dall’azione dell’uomo Continua...
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Gilles Cavaletto
(13 maggio 2010)
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Quale sviluppo per l’Africa? Il caso della diga Gilgel Gibe III in Etiopia
La diga Gilgel Gibe III, già in costruzione a seguito della firma di un contratto tra l’impresa italiana Salini e la società governativa etiope di gestione dell’energia elettrica (EEPCo), è il più grande progetto idroelettrico mai realizzato in Etiopia. Con un costo complessivo di ben 1,4 miliardi di euro e prevedendo un salto di 240 metri ed una potenza di 1870 MW, l’impianto promette di generare elettricità, di irrigare le terre e di accrescere la ricchezza del Paese. Le dighe, però, spesso attaccano l’ecosistema e costringono le comunità locali a spostarsi senza adeguate garanzie per la sopravvivenza. Il progetto etiope resta in bilico tra sviluppo e distruzione. Continua...
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Violetta Silvestri
(12 maggio 2010)
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Zimbabwe: terre e imprese in mano agli indigeni
Dopo la confisca di terreni ai bianchi avviata con la riforma agraria del 2000, il Presidente Mugabe firma una legge per assegnare il 51% delle proprietà delle imprese a cittadini neri. Il dibattito sulla necessità di riforme agrarie condivise si estende al vicino Sudafrica: Zuma è chiamato a definire una piattaforma politica che argini l'odio razziale e favorisca il rilancio economico dell'area. Continua...
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Giuseppe Caferra
(04 maggio 2010)
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