Kirghizistan: scheda Paese
Il Kirghizistan è uno stato dell'Asia centrale che confina a est con la Repubblica Popolare Cinese, a sud con il Tagikistan, a ovest con l'Uzbekistan e a nord con il Kazakistan. Il paese non ha sbocchi sul mare e ha un territorio prevalentemente montagnoso, infatti l'altitudine media è di circa 2.750 metri sopra il livello del mare. L'economia del paese si basa principalmente sull'estrazione ed esportazione dell'oro e sull'esportazione di energia elettrica.
Cristina Passeri
Equilibri.net (30 novembre 2009)
Il Kirghizistan entrò a far parte dell'impero zarista nel 1876 e nel 1936 diventò una repubblica sovietica. Nel 1990 furono indette le prime elezioni multipartitiche che portano al potere Askar Akayev, che mantenne la carica di presidente fino alla Rivoluzione dei Tulipani del 2005. Inizialmente Akayev sembrava un presidente liberale, in quanto il suo governo iniziò ad attuare le prime riforme per l'apertura del mercato e la privatizzazione delle industrie di stato. Nel corso del suo mandato, però, il governo kirghiso fu caratterizzato dalla diffusione della corruzione e dall'enorme aumento della povertà, soprattutto nella parte meridionale del paese. Akayev venne rieletto nel 1995 e nel 2000, ma le elezioni furono caratterizzate da irregolarità e persecuzioni dei rappresentanti dell'opposizione. Nonostante la costituzione kirghisa sancisse che il presidente non potesse essere rieletto per più di due mandati e che, quindi, Akayev non potesse ripresentarsi alle elezioni del 2000, costui poté rivestire la carica di presidente, perché la Corte Suprema datò l'inizio del suo primo mandato al 1995, in quanto il mandato precedente derivava da elezioni avvenute prima della stesura della Costituzione del 1993.Nel marzo 2005 iniziò una dura protesta antigovernativa nelle città del Kirghizistan meridionale, in particolare a Osh e nel distretto di Jalalabad. Gli insorti protestarono occupando i palazzi governativi regionali e, quando la polizia cercò di restaurare i governi locali, scoppiarono le prime violenze. Le manifestazioni di protesta erano dovute ai risultati delle elezioni parlamentari di febbraio, che furono caratterizzate da gravi irregolarità. Nel giro di pochi giorni la protesta arrivò fino alla capitale Bishkek, dove una folta folla manifestò nella piazza antistante il palazzo presidenziale chiedendo le dimissioni del presidente. Akayev si vide costretto a fuggire e si rifugiò a Mosca da dove presentò le proprie dimissioni, accettate dalla corte suprema. Il partito d'opposizione formò allora un governo provvisorio, nominando presidente Kurmanbek Bakiev e promettendo nuove elezioni presidenziali, poi indette per il 10 luglio. Il risultato delle elezioni, controllate dai funzionari dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) su richiesta del governo provvisorio, confermò il presidente in carica Bakiev con l'88,72% dei voti. A questo periodo di sconvolgimenti del paese fu in seguito assegnato il nome di Rivoluzione dei Tulipani.Le elezioni parlamentari successive alla rivoluzione kirghisa, videro partecipare il neonato partito Ak Jol, fondato dal presidente Bakiev, che raccolse la stragrande maggioranza dei voti e dei seggi (71 su 90). Il 23 luglio 2009 si è svolto, invece, il primo turno delle elezioni presidenziali, a cui hanno partecipato sei candidati, tra cui Bakiev. Ma nuove proteste si sono scatenate contro presunte frodi elettorali, in particolare per quanto riguarda il conteggio del voti per corrispondenza.
Il Kirghizistan è anche un paese multietnico. Se la maggioranza della popolazione è kirghisa (circa il 70%), vi si trova anche una forte minoranza di uzbeki, circa il 13,8%, concentrati soprattutto nella regione sud-ovest al confine con l'Uzbekistan, e di russi, circa il 12,5%. Oltre a questi gruppi etnici più sostanziosi, vi sono anche uiguri, al confine con lo stato cinese dello Xinjiang, dungan, coreani, tedeschi e ucraini. La complessità etnica che caratterizza la popolazione kirghisa, ha dato vita a frequenti tensioni interetniche, soprattutto tra kirghisi e uiguri, in particolare dopo la fuga di centinaia di uzbeki dalla regione di Andijan in seguito al massacro del 2005. Forti preoccupazioni per il governo sorgono anche in merito all'aumento della popolazione musulmana, che teme l'affermazione e la diffusione di gruppi fondamentalisti. Tra questi Hizb-ut Tahrir e l'Islamic Movement of Uzbekistan (IMU) sono i gruppi più attivi, che hanno partecipato e promosso le sommosse antigovernative nelle aree di Osh e nella Valle di Fergana.
Il Kirghizistan è anche un paese multietnico. Se la maggioranza della popolazione è kirghisa (circa il 70%), vi si trova anche una forte minoranza di uzbeki, circa il 13,8%, concentrati soprattutto nella regione sud-ovest al confine con l'Uzbekistan, e di russi, circa il 12,5%. Oltre a questi gruppi etnici più sostanziosi, vi sono anche uiguri, al confine con lo stato cinese dello Xinjiang, dungan, coreani, tedeschi e ucraini. La complessità etnica che caratterizza la popolazione kirghisa, ha dato vita a frequenti tensioni interetniche, soprattutto tra kirghisi e uiguri, in particolare dopo la fuga di centinaia di uzbeki dalla regione di Andijan in seguito al massacro del 2005. Forti preoccupazioni per il governo sorgono anche in merito all'aumento della popolazione musulmana, che teme l'affermazione e la diffusione di gruppi fondamentalisti. Tra questi Hizb-ut Tahrir e l'Islamic Movement of Uzbekistan (IMU) sono i gruppi più attivi, che hanno partecipato e promosso le sommosse antigovernative nelle aree di Osh e nella Valle di Fergana.
L'economia del Kirghizistan è basata prevalentemente sulla produzione agricola, settore che occupa quasi la metà della popolazione, ma che partecipa alla composizione del PIL solo per il 30%. I prodotti più coltivati sono cotone e tabacco, che costituiscono la maggior parte delle esportazioni agricole, oltre a lana e carne. Altro settore fondamentale per l'economia kirghisa è quello aurifero, grazie alle numerose miniere d'oro presenti sul territorio kirghiso. Tra queste, la più importante, e tra le dieci più grandi al mondo, è la miniera di Kumtor, affidata parzialmente in gestione alla Cameco Corporation, compagnia aurifera canadese controllata dalla connazionale Cenberra, con cui il governo kirghiso ha avuto diversi contrasti, in merito alla quota di partecipazioni. Nell'aprile di quest'anno i contendenti hanno raggiunto un accordo, che affida al governo kirghiso una quota pari al 33%, che Cenberra ha deciso di accettare per timore di un'eventuale nazionalizzazione della miniera in segno di ritorsione. Altra importante fonte di esportazione è l'energia idroelettrica, di cui il Kirghizistan è grande produttore grazie alla potenzialità dei fiumi kirghisi, che se ben sfruttata potrebbe assolvere tutto fabbisogno energetico del paese. L'esportazione di energia idroelettrica permette al Kirghizistan di mantenere buone relazioni economiche con i paesi confinanti, in particolare con il Kazakistan, con cui ha ha previsto uno scambio tra energia idroelettrica kirghisa e gas naturale kazako, e con il Tagikistan, con il quale ha concluso un accordo per rafforzare la cooperazione in vista della costruzione di una nuova centrale idroelettrica.L'economia kirghisa ha conosciuto una buona crescita economica negli anni 2007 e 2008, dovuta soprattutto all'alto prezzo dell'oro, che ha permesso al governo di attuare riforme in favore di una riduzione della povertà. La crisi finanziaria globale, causa del crollo dei prezzi delle materie prime, ha aggravato la situazione economica kirghisa, portando un forte aumento dell'inflazione e della disoccupazione, già alta in seguito all'arrivo di molti emigranti provenienti in particolare dalla Russia. Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha approvato un finanziamento di 100 milioni di dollari in 18 mesi nell'ambito dell'Exogenous Shocks Facility e ha previsto per quest'anno un rallentamento della crescita economica in Kirghizistan all'1%, rispetto al 7,5% del 2008. nel frattempo il governo si sta impegnando nell'avanzamento di riforme fiscali al fine di dare nuovi stimoli all'economia.
Il Kirghizistan occupa una posizione strategica importante, in particolare per Russia e Stati Uniti, che hanno ottenuto la concessione di due basi militari sul territorio kirghiso. Per la Russia la base aerea di Kant, con il suo allargamento concesso dal governo kirghiso nel 2006 e il via libera dato alla costruzione della seconda base, ha funzione di contrasto alla potenza cinese e soprattutto alla presenza americana nell'area dell'Asia centrale. Il governo statunitense ha ottenuto, in questa zona, la concessione di molte basi militari, che danno un sostegno fondamentale alla guerra in Afghanistan. Nel 2008 il governo kirghiso ha avanzato al governo americano la richiesta di chiudere la base di Manas, per analisti a causa delle pressioni da parte del governo russo. All'inizio del 2009, però, il governo ha ritirato la richiesta grazie alle negoziazioni avvenute con il governo americano. Le relazioni con gli Stati Uniti sono state molto importanti per il Kirghizistan in quanto è proprio grazie agli Stati Uniti che il paese è stato il primo dell'Asia centrale ad entrare nel World Trade Organisation (WTO). Per quanto riguarda il commercio internazionale la Repubblica Popolare Cinese è diventata negli ultimi mesi il principale partner economico del Kirghizistan, scalzando dal primo posto la Russia. Le relazioni commerciali riguardano principalmente i settori idroelettrico, chimico e agricolo. Nell'ambito del settore idroelettrico ricordiamo anche i sopra citati accordi tra Kirghizistan e Kazakistan sullo scambio tra energia elettrica e gas naturale.Affrontando le relazioni del Kirghizistan con gli stati confinanti, si devono annoverare le controversie con Uzbekistan e Tagikistan in merito alla mancata definizione dei confini e all'uso delle risorse idriche comuni, che il Kirghizistan utilizza per la produzione di energia elettrica, ma che servono agli altri due stati per l'irrigazione agricola.
I principali problemi del Kirghizistan riguardano al momento la situazione economica e le tensioni interetniche. Per quanto riguarda la situazione economica, la ripresa dipenderà da molti dagli aiuti internazionali e dalla ripresa dell'economia internazionale che riporterà l'aumento del prezzo dell'oro. Determinanti saranno anche le capacità del governo di attuare riforme economiche, dirette soprattutto alla diminuzione del tasso di povertà. In merito alle tensioni interetniche, è da notare che il ritorno in patria di molti emigranti che hanno perso il lavoro all'estero potrebbe riscaldare ulteriormente la situazione. Infine, il Kirghizistan potrebbe trovarsi ad affrontare la crescita del fondamentalismo islamico con una possibile diffusione del terrorismo, soprattutto nelle aree meridionali, dove sono più attivi il Hizb-ut Tahrir e l'IMU.
Fonti:[1] Banca Mondiale - [2] CIA World Factbook - [3] UNDP. * = stime
| Principali indicatori socio-economici | |||
| 2006 | 2007 | 2008 | |
| PIL in miliardi di US$ [1] | 2,46 (2005) | 3,74 | 4,42 |
| PIL pro-capite (in US$) [2] | 1.900 * | 2.000 * | 2.200 * |
| Crescita PIL (%) [1] | 3,1 | 8,2 | 7,7 |
| Inflazione (%) [1] | 13,5 | 7,4 | |
| Disoccupazione % [2] | 18 (2004) | ||
| Debito Estero (% sul PIL) [2] | 3,1 | 3,4 | |
| ISU Indice Sviluppo Umano [3] | 0,694 (2006) | ||
| Tasso di alfabetizzazione popolazione adulta % [2] | 98,7 (1999) | ||
| HIV/AIDS (% popolazione adulta infetta) [2] | 0,1* | ||
| Tasso di povertà (% popolazione <1US $)[2] | 40 (2004) | ||
Fonti:[1] Banca Mondiale - [2] CIA World Factbook - [3] UNDP. * = stime
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